Fratelli, ritendo che tutto sia un perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore.
Le letture di questa domenica sono cariche di poesia e di bellezza: ogni versetto meriterebbe di essere imparato a memoria. Raccolgo due spunti.
Il primo mi giunge dalla seconda lettura: ” Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore “. Quanto amore contengono queste parole ? Se mi ci specchio comprendo subito quanto è povera la mia fede. E allora comprendo anche la fatica che faccio a pregare, a cercare, a sentirmi amata anche quando vengono meno le forze, perchè il tempo passa. La vita è una continua rinascita: non siamo mai quelli di ieri. Le nuove esperienze ci cambiano e ci chiedono periodicamente di fermarci per capire dove stiamo andando.
E questo accade non solo per le persone, ma anche per ogni realtà che opera per e con le persone. Oggi è chiaro che la Chiesa ci presenta Gesù come Colui che apre strade nuove: ma noi siamo disposti a percorrerle ? La tradizione è spesso garanzia di non commettere errori. Ma Dio ci parla di Amore e non di leggi. Nel vangelo è chiara l’antitesi sui generi: il peccato è stato commesso da due soggetti: maschio e femmina, ma l’accusata è solo la donna, come nel giardino dell’Eden, dove il maschio si nasconde dietro l’audacia della donna. Ma Dio non fa differenza di genere. E Gesù spiazza tutti con quella famosa frase:” scagli per primo la pietra contro di lei chi è senza peccato “. Nonostante tutto siamo ancora tanto lontani e paurosi nel tentare di percorrere vie nuove …
Oggi quindici ragazzi ricevono il Sacramento del Perdono. Auguro loro e alle loro famiglie, di poter fare presto esperienza del grande Amore di Gesù, e di sceglierlo come compagno di vita, come faro che guida i passi. Se fosse così per tante persone, probabilmente ci sarebbero meno guerre e un mondo più giusto. ( Maria Pia Lorenzi )